News / Necrologio Prof. Roberto Molinari

26 Giugno 2020

Roberto Molinari – 1933-2020

Sono profondamente addolorato nell’apprendere la notizia della morte del nostro caro amico Roberto: un gigante dell’oncologia testa e collo. Pregherò Dio Onnipotente perchè la sua anima riposi in pace e perché la sua famiglia e noi suoi amici abbiamo il coraggio di sopportare questa perdita”. Con queste parole Jatin Shah ricorda Roberto Molinari.

 

Noi che abbiamo avuto il privilegio di lavorare con lui per lunghi anni vogliamo esprimere anche la gratitudine per tutto quello che abbiamo imparato condividendone la quotidiana attività clinica e di ricerca. Il dr Molinari ha lavorato con grande passione, pazienza, determinazione per realizzare il suo sogno: un reparto di oncologia chirurgica testa e collo di eccellenza. Quando ha iniziato a lavorare all’Istituto dei Tumori di Milano il reparto di chirurgia era costituito da un unico stanzone con decine di letti in cui i pazienti erano ricoverati senza distinzione di specialità. L’apertura del nuovo monoblocco ha dato spazio al suo progetto che è divenuto nel tempo un riferimento internazionale. Ha motivato un gruppo di giovani entusiasti, con i quali ha messo a punto tecniche chirurgiche demolitive e ricostruttive. Ha sostenuto e diffuso il concetto di una specialità multidisciplinare, collaborando con radioterapisti ed oncologi. Ha ideato uno schema di polichemioterapia (VBM) ed ha testato la potenzialità della chemioterapia endoarteriosa preoperatoria, grazie ad una consolidata collaborazione col dr Bonadonna, favorita dall’amicizia personale che li ha visti visitare molti paesi europei insieme alle rispettive famiglie durante le ferie estive. Si è preoccupato di formare oncologi testa e collo grazie ad una serie di iniziative di cui era instancabile protagonista: le riunioni mensili il lunedì sera a Varese per definire quelli che oggi chiamiamo PDTA con i chirurghi e i radioterapisti aderenti al GLOCC (Gruppo Lombardo di Oncologia Cervicocefalica); i corsi di aggiornamento con chirurgia in diretta; i capitoli nei trattati di oncologia medica e chirurgica; gli incontri della task force nazionale di testa e collo; la coordinazione del gruppo cooperativo testa e collo dell’EORTC. Il suo reparto era diventato davvero una “scuola” e molti degli odierni chirurghi ed oncologi testa e collo italiani ed europei gli sono debitori. Amava profondamente la sua professione; di carattere apparentemente riservato era invece aperto e disponibile ad ogni richiesta ed occasione di incontro e di condivisione. Nel reparto si era creato un clima di amicizia e di collaborazione che si realizzava non solo nell’attività clinica e di ricerca, ma che trovava occasioni di aggregazione anche al di fuori dell’ambiente di lavoro: era un mediano infaticabile, pilastro della squadra di calcio dell’istituto; giocava a tennis con noi suoi collaboratori la mattina dalle 6.30 alle 7.30 prima di iniziare la giornata lavorativa. Amava cantare ed aveva una voce meravigliosa che tutti i partecipanti ai convegni di aggiornamento dell’istituto avevano imparato a conoscere. Infatti presentava e commentava gli interventi chirurgici trasmessi in diretta (non solo quelli testa e collo) con la sua voce inconfondibile che rimarrà sempre nel nostro ricordo.

 

Fausto Chiesa